Pensioni di aprile più basse? Ecco cosa sta succedendo davvero

Firenze, 30 marzo 2026 – Pensioni di aprile in arrivo per circa un milione di toscani. L’accredito dei ratei Inps scatterà da mercoledì 1 aprile 2026, primo giorno bancabile del mese, senza slittamenti legati a festività o fine settimana.

Quando arrivano i pagamenti

Per chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale, l’accredito sarà automatico, dunque, già dal primo aprile. Nella stessa giornata inizieranno anche i pagamenti in contanti per chi ritira l’assegno negli uffici di Poste Italiane. Da ricordare che il ritiro in contanti per pensioni e stipendi pubblici è consentito solo per importi fino a 1.000 euro. Per cifre superiori è necessario un accredito su conto o strumenti equivalenti.

Perché l’importo può essere più basso

Rispetto al mese di marzo, alcuni pensionati potrebbero trovare assegni più leggeri. A incidere sono soprattutto le addizionali regionali e comunali Irpef, che vengono trattenute mensilmente fino a novembre. Inoltre, ad aprile viene erogata solo la quota ordinaria delle maggiorazioni sociali, senza gli arretrati che avevano incrementato il cedolino di marzo.

Cala la seconda aliquota dal 35% al 33%

Conguagli e verifiche Inps

Sul rateo di aprile pesano anche i conguagli fiscali relativi al 2025. Dopo le verifiche effettuate dall’Inps, eventuali differenze tra imposte dovute e versate vengono recuperate o restituite direttamente sulla pensione. In caso di conguaglio a debito, le trattenute possono proseguire nei mesi successivi, con forme di rateizzazione per i redditi più bassi.

Recuperi e ricalcoli

Tra le novità di aprile anche il recupero di somme erogate in eccesso nel 2025 ad una platea limitata di pensionati, a causa di un errore nel calcolo delle detrazioni fiscali. Le restituzioni avvengono tramite trattenute dirette, ma con meccanismi di tutela per evitare riduzioni troppo pesanti sugli assegni più contenuti. Restano comunque gli effetti positivi delle misure introdotte negli ultimi mesi. Continua a incidere la rivalutazione annua dell’1,4%, insieme alla riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra 28mila e 50mila euro, che contribuiscono ad aumentare gli importi per una parte dei pensionati.

Come controllare il cedolino

Per evitare sorprese, è sempre possibile consultare in anticipo il cedolino accedendo all’area personale MyInps sul sito dell’istituto nazionale di previdenza. Qui sono indicati nel dettaglio importi, trattenute e eventuali conguagli, permettendo ai pensionati di verificare ogni variazione prima dell’accredito.

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